Dal 1 giugno “Astronave Max”: il nuovo album di inediti di Max Pezzali

Mag 31 2015

MILANO, 31 mag  – “Non mi sento in grado di giudicare nessuno: è una mia incapacità, tanto è vero che non scelgo i singoli dai miei album; Piuttosto darei io 100 euro a un giovane per farlo andare avanti perchè non riesco a togliere il sogno a nessuno: avrei problemi di coscienza, vivrei malissimo al solo pensiero di aver detto un no”. Lo ha detto Max Pezzali alla presentazione del suo nuovo album “Astronave Max” in uscita lunedì 1 giugno.untitled

Prodotto da Claudio Cecchetto e Pier Paolo Peroni con Davide Ferrario, “Astronave Max” è un disco vario e contemporaneamente omogeneo, riconoscibile, ma con molte cose nuove. “È l’idea di pop che avevo io e che adesso non c’è più – ha confidato – Oggi la musica è diventata nera cui i bianchi si sono avvicinati, poi arrivata la musica elettronica e mi sento un po’ orfano dell’idea di pop ma ho volute fare un disco con canzoni, una diversa dall’altra”.

L’album, in termini di suoni e di contenuti, racconta la realtà, la vita di tutti i giorni, l’amore, la relazione padre figlio, le passioni di Max come la moto, che sale verso lo spazio, pur rimanendo con i piedi ben piantati per terra. “Ho sempre amato il mezzo di trasporto che ti porta da un posto all’altro: è sempre stato fondamentale in provincia dove sono nato: non si vede l’ora di andare ma poi ci si ritorna – ha precisato – L’astronave nasce dall’idea della canzone al centro commerciale, in periferia che prima era degradata, ma ora vi nasce la civiltà”.

Questo nuovo lavoro va alla ricerca di una nuova prospettiva, uno sguardo diverso, dall’alto, ma con gli occhi fissi sulla vita quotidiana, come in “È venerdì”, il primo singolo. “Nella realtà del nostro tempo il weekend è talvolta l’àncora di salvezza psicologica cui aggrapparsi per sopravvivere allo stress e alla tensione della settimana”, ha detto.

Max ha realizzato un album di canzoni-canzoni, in cui le parole e i suoni sono radicati nella sua storia, in quel modo di vedere le cose che ci ha fatto amare la sua musica. Max Pezzali (7)Avevo detto che avevo un album di inediti per poi fermarmi – ha ricordato – Voglio vedere se l’empatia col pubblico rimane prima di fermarmi, perchè nessuno deve sentirsi eterno: mi propongo con l’atteggiamento che ogni album deve essere l’ultimo perchè mi aiuta a tenere alta la tensione per dare sempre il Massimo. Il potere del pubblico rende questo lavoro precario: dipende tutto dai fruitori della musica”. Tutto prende una piega nuova, diversa, varia: un disco pop. C’era solo la voglia di fare musica nuova e di raccontare storie in libertà, senza darsi limiti su dove si potesse arrivare con le parole o con gli strumenti.

Max incontrerà i fan degli store: 1 giugno Milano (Mondadori Duomo, h. 17,30), 2/6  Torino (Mondadori via Monte di Pietà, h. 18,00, 3/6 Curno di Bergamo (Mediaworld al centro commerciale Curno, h. 17,30, 5/6 Modena (Mediaworld allo Shopping Center Grand’Emilia, h. 17,30, 6/6 Bologna (Feltrinelli, h. 17,00, 7/6 Varese (Casa del disco, h. 16,00, 8/6 Roma (Discoteca Laziale, h. 17,30, 9/6 Firenze (Feltrinelli Red,  h. 18,00, 10/6 Reggio Emilia (Mediaworld allo Shopping Center i Petali di Reggio, h. 17,30, 11/6 Genova (Feltrinelli, h. 18,00, per poi essere in tour nei palazzetti dal 25 settembre ad Ancona (Palarossini), 26/9 Rimini (105 Stadium), 29/9 Mantova (Palabam), 2 ottobre Firenze (Mandela Forum), 6/10 Livorno (Modigliani Forum), 8/10 Roma (Palalottomatica), 13/10 Perugia (Palaevangelisti), 15/10 Bari (Palaforio), 17/10 Acireale (Palasport), 20/10 Eboli (Palasele), 22/10 Bologna (Unipol Arena), 24/10 Torino (Pala Alpitour), 27/10 Genova (105 Stadium), 29/10 Modena (Palapanini), 31/10 Verona (Palasport), 1 novembre Trieste (Palatrieste), 6/11 e 7/11 Milano (Mediolanum Forum), 9/11 Montichiari (PalaGeorge), 12/11 Conegliano (Zoppas Arena) e 15/11 Padova (Palafabris).

“Non abbiamo ancora pensato bene cosa fare – ha osservato – Mi piacerebbe ricreare l’atmosfera di Max 20, ma senza ospiti, vorrei fare anche qualcosa di nuovo, comunque, cercando di mettere l’accento su qualcosa non omologato”.

Franco Gigante

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