In ospedale a Lanciano l’accoglienza è a colori

Ott 21 2015

LANCIANO (CHIETI) – Sono tornati in azione, armati di pennelli, colori, scalpelli e ogni tipo di materiale per interpretare artisticamente la vita. Così gli studenti del Liceo artistico “Palizzi” di Lanciano hanno realizzato nuove opere che sono state donate ai reparti di Neurologia e Medicina dell’ospedale di Lanciano, dove sono state già installate. La consegna formale è avvenuta nel corso di una semplice cerimonia alla quale hanno preso parte Marzia Mucci, direttore sanitario del presidio, il vice preside Evandro Sigismondi,  Maurizio Maddestra e Arsenio Pompeo, responsabili rispettivamente della Neurologia e della Medicina, gli allievi e gli insegnanti.151021_lanciano_3

La collezione, intitolata “La Porta, memorie dell’immagine”, è stata realizzata con le risorse del Programma operativo Fondo sociale europeo, la cui finalità è creare un ponte tra la scuola e il territorio, integrando diversi interlocutori e professionalità.

Il progetto è un po’ il seguito di “Fly is life”, l’insieme delle opere che hanno permesso di migliorare l’accoglienza e rendere più gradevole l’ingresso del padiglione di Oncologia. Quest’anno è stato ampliato il raggio d’azione con “LabArt _Officina – Laboratorio Sperimentale delle Arti Visive e Plastiche” che, nel solco delle linee progettuali tracciate nella precedente esperienza, ha realizzato i nuovi lavori per l’Hospice “Alba Chiara” e gli altri due reparti che condividono l’accesso nella stessa palazzina con l’Oncologia, l’unità operativa che per prima, aveva aperto al contributo artistico..

Le opere sono state realizzate da Chiara Marascia, Valentina Fischio, Camilla Darlete, Federica Di Crecchio e Linda Bassano, che sotto la guida di un motivato pool di docenti sono state protagoniste di un progetto di alto valore sociale, di integrazione e collaborazione che ha contribuito alla loro formazione umanistica, scientifica e linguistica. «Le attività, le procedure, le tecniche, i materiali, gli strumenti, lo sviluppo progettuale e operativo – ha specificato Giuseppe Colangelo, docente del Liceo Artistico, affermato scultore e convinto sostenitore dell’iniziativa – sono stati declinati nella “cultura del fare” non solo nel contatto e nella manipolazione dei materiali, ma anche nel senso di produrre qualcosa di utile per il territorio di appartenenza».

URL breve: http://puntoabruzzo.it/?p=19678

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