14 maggio 2018: Ascensione

Mag 12 2018

ascensioneAscensione

Domenica 13 maggio 2018

Il Signore agiva insieme con loro (Mc 16,15-20).

In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Il messaggio unitario che emerge dai vangeli riguardo all’Ascensione è che non si tratta, da parte di Gesù, dell’abbandono della nave che affonda, ma piuttosto una presenza ancora più efficace, determinata dal fatto che Gesù è accanto al Padre e agisce con tutta la potenza di Dio. Se il Dio della bibbia è Colui che ha creato e regge l’universo, Gesù partecipa di questa prerogativa e la trasmette ai suoi discepoli i quali, nella loro azione nel mondo, collaborano con l’azione creatrice e ordinatrice di Dio stesso. La descrizione dei segni elencati nel vangelo riecheggia il sogno profetico di Isaia dell’Antico Testamento, dove si aspettava il tempo in cui la creazione sarebbe tornata alla forma originaria, quando l’uomo era in pace con il creato, quando il bambino poteva giocare con i serpenti e non riceverne danno. I segni descritti da Gesù dicono che quel tempo è arrivato, è iniziata una nuova creazione in cui si parleranno lingue nuove, non più parole d’odio e di disprezzo ma parole di pace, di accoglienza e di perdono. Il compito dei discepoli  non sarà quello di insegnare solo una dottrina, ma di indicare uno stile, un modo di vivere relazioni guarite dal veleno dell’odio e dell’intolleranza. Quando i cristiani agiscono in questo modo e solo se agiscono in questo modo, possono essere certi che il Signore Gesù è con loro e possono compiere quei prodigi che sono l’effetto dell’azione diretta di Dio. Dov’è carità e amore (e solo lì) , dice l’antico canto della liturgia, lì Dio stesso è all’opera. Chi non crede a questo, invece, anche se afferma di difendere la fede o la dottrina, sarà condannato ad essere vittima della sua stessa opera di distruzione.

Don Michele Tartaglia

Parroco Cattedrale Campobasso

URL breve: http://puntoabruzzo.it/?p=20076

Scritto da il Mag 12 2018. Registrato sotto In fede. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

Scrivi una replica

300x250 ad code [Inner pages]

Cerca nell'archivio

Cerca per data
Cerca per Rubrica
Cerca con Google
120x600 ad code [Inner pages]
Eikon
Online Drugstore,buy Promethazine,Free shipping,cheap bentyl,Discount 10%